11/04/2016 stampa

Assessore Panontin, il Friuli Venezia Giulia presiede la Commissione speciale per l’Agenda digitale da quasi un anno, ossia dalla sua istituzione nel marzo 2015. In questi mesi, sotto il suo coordinamento, sono stati raggiunti importanti risultati. Di cosa si tratta?

È stato effettivamente un anno importante con risultati lusinghieri per il Friuli Venezia Giulia e per le altre regioni, a riprova dell’utilità della Commissione e del suo ruolo di interfaccia operativa tra lo Stato e le Regioni sul tema strategico del digitale.

La Commissione nasce proprio dall’esigenza di costituire un’interfaccia politica forte e unitaria per il confronto con il Governo e con tutti gli attori che si occupano di Agenda digitale nel Paese, superando la tradizionale frammentazione di approccio che ha contraddistinto l’azione regionale su tali tematiche.

Nello specifico abbiamo sottoscritto un importante accordo quadro sulla Banda ultra larga (Bul)  tra Conferenza delle Regioni e Presidenza del Consiglio, di assoluta rilevanza anche per il Friuli Venezia Giulia, dopo una lunghissima trattativa tra lo Stato e le Regioni. Il lavoro della Commissione è stato intenso e ha permesso di definire la distribuzione di quasi tre miliardi di euro entro il 2020 per l'infrastrutturazione del territorio nazionale che andrà a coprire quelle aree prive di servizio dove l'intervento dell'operatore privato è a fallimento di mercato. L'obiettivo, che rende necessario l'intervento pubblico, è quello di garantire il diritto di cittadinanza digitale a tutti i cittadini. Sulla prima distribuzione di 1,5 miliardi di euro, il Friuli Venezia Giulia vede assegnati ben 86 milioni di euro che si aggiungono alle risorse regionali già stanziate pari a circa 15 milioni di euro. Come Regione FVG stiamo lavorando intensamente per far parte del primo gruppo di Regioni a chiudere l’accordo con il MiSE e quindi partire con gli interventi sul territorio. Abbiamo anche presentato una proposta unitaria di emendamenti al decreto che dovrebbe revisionare il Codice dell'amministrazione digitale (CAD) e proprio nell’ultima seduta di commissione del 23 marzo scorso abbiamo chiuso un protocollo d’intesa con il MiSE sull’importante tema delle città intelligenti (smart city). In tutti questi casi siamo riusciti a proporre un posizionamento unitario delle Regioni sul tema.

Nel 2016 su quale tema dell’Agenda digitale si concentrerà maggiormente lo sforzo dell’amministrazione regionale?

Direi che uno sforzo significativo verrà concentrato sulla scuola, un campo dove l’impegno della nostra Regione si è ulteriormente rafforzato con il Programma regionale per la scuola digitale (Prsd), che promuove appunto l’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nelle scuole del territorio regionale, per accrescere le competenze ‘digitali’ degli studenti e integrare utilmente tecnologie e didattica.  È anche in fase di definizione un protocollo d’intesa tra il Miur e l’Amministrazione regionale finalizzato a sostenere un’efficiente attuazione sia del Piano nazionale scuola digitale che del Programma regionale sulla scuola digitale, attraverso interventi coordinati e sinergici in modo da ottimizzare i risultati, garantire un maggiore impatto del processo di digitalizzazione e permettere un utilizzo efficiente delle risorse finanziarie. La scuola sarà anche protagonista dell’idFVG 2016, l'Internet Day in programma il 29 aprile per festeggiare i 30 anni del web in Italia. In quell’occasione la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia sarà la prima Regione d'Italia a stipulare tale accordo alla presenza del ministro Stefania Giannini. Il Piano operativo strutturale per la Scuola digitale in Friuli Venezia Giulia prevede interventi sulla connettività, sulla creazione di smart school, sullo sviluppo di piattaforme web e azioni volte a migliorare i processi organizzativi e l’interoperabilità delle basi informative, statistiche e amministrative.

Parliamo ora di Autonomie locali. È stata promulgata a marzo la Lr 3/2016 che contiene alcune novità sull’avvio delle Unioni territoriali intercomunali (Uti), istituite con la legge 26 del 2014. Ce le può illustrare brevemente?

Con la legge 3 del 2016 abbiamo voluto accogliere alcune istanze di revisione/integrazione della Legge regionale 26/2014 provenienti dai territori e dalla stessa minoranza in Consiglio regionale e, al tempo stesso, abbiamo voluto dare una risposta a quei Comuni pronti a partire con le UTI che si vedevano bloccati dall’azione ostruzionistica di quelli che hanno fatto invece ricorso contro la legge. Le principali modifiche di interesse riguardano il differimento dei termini nella 26/2014.  Si prevede la costituzione di diritto delle Uti tra i soli Comuni che, entro il 15 aprile 2016, ne abbiano approvato lo statuto. Lo stesso dicasi per i Comuni della Comunità montana della Carnia e del Consorzio comunità collinare del Friuli. Le funzioni comunali verranno svolte in forma associata tramite l’Unione o avvalendosi della stessa dal 1 luglio 2016, data di soppressione delle Comunità montane e di scioglimento delle forme associative ancora esistenti. Una rilevante novità aggiunge la facoltà di esercitare alcune funzioni non solo avvalendosi della rispettiva Unione ma anche, in alternativa, mediante la stipula di una convenzione. Il trasferimento ai Comuni delle funzioni provinciali è stato differito dall’1 luglio 2016 all’1 ottobre 2016. Altre novità riguardano gli aspetti finanziari, in particolare si prevede che una quota del 7,5% del fondo di perequazione del trasferimento transitorio comunale sia concessa ed erogata nel 2016 a favore dei Comuni che “entreranno” in  UTI entro il 15 aprile. In relazione a quanto sopra si precisa che risorse del fondo suddetto non assegnate ed erogate nell’anno in relazione alla mancata deliberazione nei tempi previsti restano comunque a favore del sistema degli enti locali ma verranno destinate alle Uti per finanziare gli investimenti sui territori di competenza. Queste novità sono oggetto di una serie di incontri che sto facendo assieme alla presidente della Regione FVG Debora Serracchiani e al presidente della V Commissione consiliare Vincenzo Martines con i sindaci delle 18 Uti. Incontri propedeutici ad altrettanti tavoli tecnici che verranno istituiti al fine di rispondere a dubbi e incertezze e a facilitare sia sul piano politico che tecnico l’avvio di una riforma importante e urgente per la nostra regione.

 
 
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